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ALITA BATTLE ANGEL - (2019) di Robert Rodriguez & James Cameron

Cuore, Circuiti, Sangue e Lacrime


TRAMA: 26°Secolo, la società è stata devastata da un sanguinoso conflitto tecnologico. Ciò che ne resta sono delle vaste città-discariche (nella fattispecie Iron City dove la nostra storia si svolge), deserti, campi verdi, giungle e terre di nessuno, sovrastati dall’immensa città tra le nubi di Zalem (presumibilmente abitata dalle classi più agiate) che scarica i suoi rifiuti su di essi ed impedisce alla popolazione sottostante di potervi accedere.


In questi tempi difficili, lo scienziato Dyson Ido, riporta in vita una ragazza-cyborg priva di memoria (ma dotata d’innate abilità combattive risalenti al grande conflitto) trovata tra le macerie e la ribattezza Alita. Scoprendo valori come l’amore e la giustizia e alla ricerca della propria vera identità, sarà lei ad opporsi al giogo del potente e corrotto uomo d’affari Vector (che domina su Iron-City) e allo spadroneggiare incontrastato dei suoi cyborg cacciatori di taglie.


CAST & TECNICI: nei panni della cyber-protagonista dagli occhi immensi Alita, vi è la giovane Rosa Salazar che tramite l’uso della motion-capture fornisce una performance strepitosa. Il vero cuore della storia come della città dove il racconto si svolge è il suo.


Un cuore che nel bene e nel male sceglie di non piegarsi al purgatorio dove è stato gettato ma che diventa servitore dei suoi abitanti (in quanto riesce a trovare la bellezza e la redenzione anche nella miseria) e delle persone che sente di amare. Un cuore che batte dentro il corpo di quella ch’è l’arma più sofisticata che si sia mai vista ma con l’animo e lo sguardo d’una adolescente che scopre il mondo per la 1^volta ma allo stesso tempo impara e matura in fretta.


Ogni cosa che fa emana dolcezza, vitalità, carisma, tempra guerriera e determinazione come anche tristezza nel non ricordare il proprio passato (e quindi il suo vero posto) e la consapevolezza del sopravvivere a certe prove difficili alle quali verrà sottoposta da questo mondo ostile (le stesse lacrime che verranno versate saranno ambivalenti, da una parte la gioia per ciò che si ha ricevuto e si sta vivendo e dall’altra la tristezza per ciò che manca o che viene strappato).


Vi è poi un'eccellente Christoph Waltz nei panni del Dr. Ido, padre adottivo della protagonista/medico e meccanico per vocazione/braccatore armato di turbo-martello dei vari malintenzionati che si aggirano per la zona, più per senso di colpa che per senso di giustizia <oltre che per arrotondare> (insomma un mastro Geppetto 2.0).


Keenan Johnson su Hugo, ragazzo di strada di cui la protagonista s’innamora, scaltro e con più di qualche scheletro nell'armadio (dei quali egli stesso non va particolarmente fiero) ma sognatore e di buon cuore.


C'è poi Mahershala Ali sul villain Vector, freddo, viscido, infido ed influente quanto basta per essere uno di quegli antagonisti capaci di tutto pur di ottenere ciò che vogliono che al pubblico piace odiare.


Mentre il personaggio più complesso spetta alla brava Jennifer Connelly su Chiren, scienziata al soldo di costui ed ex-moglie di Ido, personaggio ambiguo e sfaccettato, inizialmente avversa e bramosa di tornare su Zalem, finché poi non ritrova la maternità che aveva smarrito.


A rivestire i metallosi e ben poco rassicuranti panni dei tirapiedi di Vector, troviamo Ed Skrein sul micidiale Zapan, cresta punk e carogna fino al midollo; Jackie Earle Haley sul corazzatissimo Grewishka con le sue dita-tentacoli retrattili (forse il più temibile di tutti) ed Eiza Gonzalez sulla ferina e letale Nyssiana. Tutti e tre fanno la loro porca (ehm…metallica) figura.


La regia si può considerare ad opera di due spiriti guida l’uno agli antipodi dell’altro, da una parte quello fortemente spettacolare e romantico di James Cameron che veglia sul tutto e dall’altra il coraggio di mettersi in gioco (indipendentemente che il budget sia estremamente irrisorio che un po più consistente) di Robert Rodriguez, qui nella sua veste più divertita e stravagante e meno Pulp ed oltranzista (anche se un po del gusto Pulp e del grezzume tipici del suo stile vengono a galla di tanto in tanto).


Due visioni così differenti eppur così inaspettatamente affini. La regia di quest’ultimo si rivela ottima, soprattutto se teniamo in conto che lo spunto e le idee di partenza non sono sue ma riesce ad operarvi con gusto e mestiere e v’imprime i suoi tratti <proprio come i professionisti dovrebbero fare anche se messi ad operare su commissione o su soggetti non propri/lontani dal loro mondo>.


Nonostante il budget faraonico il Nostro se la cava alla grande nel cogliere e rappresentare le idee di Cameron e le creazioni Kishiro, dimostrando una mano sapiente nel rappresentare le varie anime del racconto (quotidianità, avventura, thriller, dramma, romanticismo ed epica) e destreggiandosi con le spericolate scene d’azione che anche quando si fanno più caotiche permangono equilibrate, fluide e ben definite.


Un ruolo fondamentale lo svolgono gli effetti speciali e la tecnologia 3D della WETA Digital nel dar vita ai peculiari abitanti “cyber” di Iron-City e a rendere credibilissimo ciò che credibile non sarebbe (come anche mantenere il look mangofilo di Alita e di altri personaggi tecno-organici), nell’architettura del world-building e delle scenografie (anche se l’80-90 % dei set utilizzati sono reali o comunque sono stati opportunamente arrangiati proprio per dare un maggior senso di realismo all’ambiente circostante) e nella fotografia di Bill Pope a dare una colorazione sgargiante e splendente su tonalità fredde.


Le musiche dell’olandese Junkie XL sono semplicemente splendide: immergono perfettamente gli spettatori nei toni e nelle pieghe della storia e come gli stessi personaggi sono un ibrido di sonorità electro-rock all’ultimo grido ed orchestrazioni evocative [tra umanità e tecnologia]. A completare il tutto, il battagliero ma sofferto singolo sviluppato ad hoc assieme alla giovane cantante Dua Lipa.


E come non bastasse, c’è pure Edward Norton a ricoprire un ruolo piccolo, misterioso ma fondamentale (che in un possibile seguito potrebbe avere una maggior rilevanza), dico solo che non è propriamente un simpaticone e che in ciò che fa…c’infila l’anima (rendendo gli altri le sue marionette).


CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE: un progetto questo nato dapprima per caso [circa 20 anni fa, fu il regista messicano, Guillermo Del Toro ad introdurre James Cameron nel mondo del omonimo manga] e poi per passione [in quanto Cameron dovette studiare affondo il mondo degli effetti speciali e della tecnologia 3D per poter un giorno realizzare ciò che aveva in mente, per poi ritrovarsi indaffarato con numerosi progetti ma scegliendo di lasciare il timone di regia proprio a Rodriguez e supervisionarlo] ma alla fine l’adattamento del manga di Yukito Kishiro  ha visto finalmente il buio nelle sale.


Saranno bastati l’impegno e la dedizione profusi dei due cineasti a rendere riuscita l’operazione oltre che fedele allo stile e alla filosofia del materiale di base? La risposta non può che essere SÌ! certo con qualche lievissima sbavatura ma Sì!!


La resa complessiva della storia è epica ed entusiasmante, intrattiene, emoziona e presta massima fedeltà alle vicende narrate nella controparte cartacea.


Il ritmo generale è più che buono e le interpretazioni stesse sono calibrate (anche se ovviamente la brava Rosa Salazar ruba la scena a tutti) e tocca temi tutt’altro che banali come la corruzione, le disparità sociali (non solo tra ricchi e poveri ma certe forti diversità emergono anche fra i poveri stessi) e l’immigrazione.


Non a caso Zalem è la terra promessa prospera e luminosa alla quale tutti ambiscono con ogni mezzo, peccato che questi non sappiano che dietro a cotanto benessere apparente le cose non stiano davvero come credono (talvolta è proprio la perfezione ostentata a celare il marcio più marcio di qualcosa) e che le loro vane speranze siano alimentate dalla menzogna e l’ignoranza.


Magari tematicamente richiamerà un po certe cose alle quali abbiamo già assistito ma già di suo il manga era leggermente citazionista ed alcune cose addirittura le anticipò.


Vero anche che la pellicola sarebbe potuta durare qualche minuto in più per approfondire certe tematiche, background, caratterizzazioni e sottotrame (nonostante siano riusciti ad incastrare e dare spazio a tante cose in così poco tempo) e il finale stesso poteva essere un po meno aperto ma a conti fatti al giorno d’oggi è difficile trovare una trasposizione occidentale così fedele, sentita, coraggiosa e ben confezionata d’un opera orientale.

Encore, s'il vous plait!

VOTO: 8


#RobertRodriguez #JamesCameron #RosaSalazar #ChristophWaltz #JenniferConnelly #JackieEarleHaley #EdSkrein #MahershalaAli #JunkieXL #DuaLipa #WETA #CyberPunk #AnimeManga


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