ATTACK The BLOCK - Alien-invasion VS Gang di strada all made in UK



TRAMA: Giorni nostri, Periferia sud-londinese. Le baby-gang impazzano per strade e vicoli, pronte a tutto per raccattare anche solo una misera sterlina. Fra queste vi è quella capitanata dal quindicenne Moses.


Una sera, dopo aver rapinato una giovane infermiera neo-laureata di nome Sam, ecco piovere dal cielo una strana creatura feroce che i Nostri accoppano senza troppi problemi e si portano dietro come trofeo. Poco a poco però cominciano a pioverne altre, molto più grosse, che cominciano a seminare il panico.


Toccherà alla baby-gang di Moses, aiutati da Sam e da uno spacciatore di quartiere (loro "mentore spirituale”) difendere il territorio e tentare di sopprimere l’invasione.


CAST&TECNICI: fra i personaggi di maggior spicco all’interno della pellicola troviamo appunto Moses interpretato col cuore da un John Boyega (futuro Finn della nuova trilogia di "Star Wars") allora giovanissimo ma già incredibilmente magnetico, che ci offre un’interpretazione estremamente convincente da prematuro badass di strada, perennemente imbronciato, indurito dallo stile di vita “cane mangia cane” che vige purtroppo nelle periferie, costretto ad essere genitore di sé stesso e tenere lontano dai guai (e dai giri loschi) i più giovani che tentano di emulare lui e la sua gang d’immaturi. Praticamente un nuovo Denzel Washington.


Troviamo anche una giovane Jodie Withaker (non ancora 13°Doctor Who), unico personaggio davvero “postivo” di tutto il film, una ragazza che cerca di tirare avanti come può con il proprio titolo di studio ed un mestiere non sempre soddisfacente.


E abbiamo poi un Nick Frost (già attore feticcio e partner in crime dei colleghi Edgar Wright e Simon Pegg) irresistibile nei panni d’un fattonazzo svalvolato, pure un po stronzo, amico/quasi mentore della gang di Moses. Un personaggio né positivo (non si fa scrupolo a mandare i giovani allo sbaraglio per diffondere “la sua robbah”) né totalmente marcio, grottesco più che altro, che preferisce vivere in solitaria circondato dalle sue piantine.



L’ottimo Joe Cornish, alla sua 1^ esperienza come autore completo dirige alla stra-grande gli attori come un autentico professionista, con una messa in scena molto pulita. Il British humor non manca (d’altronde Cornish è nato come skatch-comedian), così come il ritmo, ma non lesina su un certo sadismo. Inoltre offre un desing veramente ganzo a questi alieni invasori: quadrupedi, dal folto manto scuro, a metà tra dei gorilla e dei lupi mannari, dalle zanne e gli artigli fosforescenti, brutali, selvaggi e molto agili;

Eccellenti le musiche martellanti di Steven Price di stampo Electro, Rapcore e Trip-Hop. La stessa gang di Moses si esprime con uno slang stretto quasi rappato (nel caso voleste ascoltarli in originale, si suggerisce l'ausilio dei sottotitoli).

CONSIDERAZIONI: l’allora esordiente Cornish regala al mondo uno dei più bei film di Fantascienza del Nuovo Millennio, guardando (parecchio) a Carpenter e mischiandolo con Corman e Walter Hill per poi ibridarli con Kassovitz e Spike Lee, ricavandone un’opera ispirata ed originalissima.


E decide di ambientarla in uno sbandato contesto urbano attualissimo, fra le mura dei condominii e fra le strade malfamate d’un quartiere a Sud di Londra, dove la gente è abituata ad essere sotto assedio (sia di loro stessi che delle ottuse forze di polizia, delle gang che impazzano per le strade, dalla superficialità degli snob e dai traffici di droga), dove regnano le leggi della strada che ognuno instaura, più per senso di abbandono che per ricerca d’indipendenza o di regole proprie.



Come abbandonati a sé stessi sono i giovani che abitano il luogo e che si arrangiano come possono, non solo per passare il tempo ma anche per riuscire ad arrivare alla nottata (più che alla giornata) senza soccombere a loro volta.


A tutto sto degrado si aggiungono un giorno ste creature bestiali provenienti da un altro pianeta e chi si vede costretto a proteggere la zona e tentare di salvare la situazione? Un gruppetto d’ingloriosi scavezzacollo, più sbruffoni che dei veri duri scellerati, la cui involontaria redenzione sarà anche un modo per poter spezzare la ciclicità sbandata che li circonda nel quotidiano.


E anche se i protagonisti sono solo ragazzini armati di mazze, petardi e spade improvvisate o trovate chissà dove, il regista non si fa problemi a far scorrere sangue in abbondanza o a far soccombere male i malcapitati eroi per caso/per forza.


Questo perché in contesti simili la speranza non esiste più ma c’è sempre la possibilità di spezzare i cicli e le catene, di combattere e finalmente vincere, di risorgere e redimersi. Di girdare al mondo che non siamo spazzatura, che siamo vivi, che sogniamo, forse ancora amiamo e che siamo davvero pronti a tutto. Tagliente, alternativo ed esaltante. Una BOMBA!!

VOTO: 8

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