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AVATAR: the WAY Of WATER - (2022) di James Cameron

James Cameron is back!


TRAMA RIASSUMIBILE SOLO COME: dopo più di 10 anni dai fatti del 1°film, il genere umano torna  su Pandora per reclamarne i preziosi minerali, guidati dall’esercito capitanato da un redivivo Quarritch (ora anch’esso in versione Puffizzata). Jake & Neytiri per proteggere la loro prole e gli altri nativi del Pianeta si vedono costretti ad abbandonare le Foreste e stipulare alleanze con le altre tribù che vivono a stretto contatto con il mare. Sarà una lotta senza esclusioni di colpi.


COSE Che COSANO: a 13 anni di distanza dal capostipite, quand’ormai nessuno più se l’aspettava, nessuno più credeva né interessava l’avrebbe fatto sul serio, James Cameron riporta gli spettatori di tutto il mondo su Pandora.


Certo la storia qui raccontata e proseguita non è nulla che non potesse essere già raccontato da qualche anno fa, forse alcuni escamotages non avranno lo stesso effetto dato dalla 1^volta che il 1°film uscì e alcuni nuovi quesiti si fanno largo fra quelli lasciati dalla precedente avventura, MA non è tanto una questione di “Cosa” venga affrontato ma piuttosto di “Come”, con quale piglio e con quali stratificazioni ciò viene raccontato.


Ancora un’altra volta il 3D non è un’espediente per far uscire dallo schermo le cose, semmai un metodo per far entrare gli spettatori in un’altra realtà, renderli a loro volta degli avatar che vivono un sogno ad occhi aperti in altri corpi. E con questo nuovo capitolo, il sogno continua. Con tutte le sue meraviglie ed avversità.


A sto giro le Foreste lasciano spazio al mare e qui l’amore del cineasta per il mondo aquatico si manifesta in tutta la sua potenza ed enfasi. L’acqua è uno dei beni primari più importanti e difficilmente sostituibili e tutto collega. Essa può dare la vita come anche la morte se fatta infuriare, da questa si nasce e a questa si finisce per tornare una volta concluso il ciclo vitale (come dal sacco amniotico dal quale si viene alla luce). Come tanti sono i misteri e le meraviglie che questa può celare e far dono.


Come nel 1°film le sfide stanno nell’adattarsi alle nuove circostanze, mettersi alla prova, superare gli ostacoli, superare le divergenze e fare fronte comune per una causa più grande (anche coloro che inizialmente rifiutano la guerra e ne hanno tutte le ragioni per farlo).


Ognuno dei personaggi ha le sue occasioni per mettersi in mostra e ognuno di questi ha una sua utilità nello svolgimento della storia. Seppur non a tutti venga dato il medesimo peso: alcune figure avrebbero meritato maggior minutaggio per venire approfondite meglio e progredire con meno fretta, anche se si suppone gli verrà concesso maggior spessore con il prossimo capitolo ch'è stato già girato.


Sia nei momenti più incalzanti che in quelli più lenti il ritmo non cala mai. Vengono esplorate le dinamiche nell’essere una famiglia e una comunità, i legami tra culture e società.


L’ambientalismo, l’integrazione, la ricerca della propria identità/appartenenza, le critiche all’imperialismo, all’avidità, al consumo e a coloro che fanno della guerra una ragione di vita sono ancora presenti. E vengono inoltre immesse componenti quali i confronti generazionali, i cammini di formazione adolescenziali e cosa significhi essere uniti (come comunità e come famiglia).


Sul piano tecnico, ça va sans dire, Cameron vola altissimo: la sua regia non si limita a documentare e l’immersione sensoriale è tale da rendere vivo e palpabile ciò che si sta guardando. In alcuni sprazzi di devastazione guerrafondaia si avvertono gli influssi di "Apocalypse Now" e "Platoon", in altri ancora Cameron cita i suoi stessi "Titanic" e "The Abyss", mentre le cariche dei Na’Vi hanno un retrogusto ancestrale.


La ricchezza e la minuziosità di dettagli ha dell’incredibile, il regista sà benissimo dove mettere la m.d.p., conosce ogni millimetro dell’ecosistema che ha creato e ogni deriva della narrazione che traspone. Persino il passaggio dal giorno alla notte scandisce i toni della narrazione.


Jake & Neytiri di Sam Worthington & Zoe Saldana (con quest'ultima che riesce sempre a regalare una performance emotivamente coinvolgente) non sono solo dei condottieri sopravvissuti e dei guardiani del proprio popolo ma dei genitori che a qualunque costo cercano di proteggere la propria famiglia e gli abitanti dell’intero Pianeta. E nel farlo sono perennemente al centro dei mirini.


Anche se maggior attenzione viene data alla loro prole: dal loro secondo genito che s’innamora della pacifica Reya (figlia dei personaggi di Kate Winslet e Cliff Curtis, capi tribù che hanno impiegato ogni fibra del loro essere per garantire la salvaguardia delle proprie  genti e dell’ambiente che li circonda); all’umano “Spider” che cerca di dimostrare il proprio valore e si sente di appartenere più al popolo alieno che a quello terrestre all’interessantissima Kiri, incarnata in magnificamente dalla rediviva Sigourney Weaver, nata in circostanze inconsuete e in grado di collegarsi in maniera inaspettata alle forze della natura.


Giovanni Ribisi è al solito un’infamone e il redivivo Stephen Lang, oltre a trasudare cazzima da tutti i pori è interessante vedere il nuovo sguardo con il quale si approccia al proseguimento della sua missione, alla realtà che lo circonda, alla sua nuova condizione, al regolamento dei conti con Sully e il resto degli indigeni alieni (sebbene non abbia memoria di com’è morto). E vengono gettate delle luci sulla sua figura, specialmente grazie al rapporto che instaurerà con Spider. Dato che la sua presenza è confermata anche nei prossimi capitoli, sarà intrigante vedere come lo continueranno ad evolvere e farlo tornare.


Buono anche l’apporto di Simon Franglen che, pur non essendo James Horner, adempie perfettamente al suo compito, potenziando lo stupore e la tensione di quanto viene mostrato sullo schermo.


In conclusione: passano gli anni, cambiano i trend e le genti ai governi ma Big Jim Cameron è ancora lì, sempre intento a studiare e spingere oltre le tecnologie e gli aspetti produttivi riportando il Cinema alla sua natura primaria di puro intrattenimento immaginifico e sperimentale. Quando l’immaginazione si mette al servizio della 7^Arte e non viene sopraffatta dalle ambizioni e l’auto-compiacimento esasperati, riuscendo a risultare avvincente pur raccontando di cose estremamente semplici (siano racconti per ragazzi che più violenti e per adulti). Volenti o nolenti Cameron è ancora qui per restare, (anche) questo è il Suo Cinema.

VOTO: 8


#JamesCameron #ZoeSaldana #SamWorthington #StephenLang #SigourneyWeaver #KateWinslet #CliffCurtis #SpaceOpera #Epicness


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