CLINT EASTWOOD - La Leggenda continua

Quello sguardo penetrante, il sigaro perennemente in bocca, il poncho logoro e pieno di sabbia, gli occhi azzurri sotto quel cappello: Sergio Leone con la sua trilogia del dollaro ha lanciato colui che sarebbe diventato una leggenda del cinema mondiale, il tipo di poche parole, ma mai banali, che avrebbe voluto diventare un bluesman, in quanto ottimo pianista e compositore. Un uomo tutt’altro che ordinario, un libertario, grande tombeur de femme, musicista appassionato e anche autore di molte colonne sonore dei suoi film in coppia con l'amico Lenny Niehaus.


Per comprendere al meglio la figura di Clint Eastwood e l’impatto che ha avuto sulla storia del cinema è importante notare che, nonostante il trascorrere degli anni, Clint non si è mai legato ad un filone particolare, anzi, ha mostrato di avere la capacità di reinventarsi in continuazione, segno distintivo di una grande intelligenza al di là del talento e della professionalità.


Questo baldo giovanotto californiano, di fronte alle differenti possibilità che la vita gli offriva, ha scelto la strada del cinema per esprimere il suo talento, e noi non possiamo che ringraziarlo per questa scelta, perché in più di 60 anni di carriera ha saputo farci emozionare in tutte le maniere possibili ed immaginabili.


Dopo i film italiani, tra cui anche una parte da protagonista in "Capriccio all'italiana" con De Sica regista insieme con Silvana Mangano, Clint Eastwood si è trasferito di nuovo a Hollywood, portando avanti la nuova scuola western inventata da Leone, e diventando uno dei volti più ricercati da registi di fama internazionale, come Michael Cimino e Don Siegel.


Indimenticabili i ruoli del detenuto in "Fuga da Alcatraz", che poi evade dal penitenziario, e del suo "Dirty Harry", ispettore di polizia razzista, fascista e sprezzante delle regole del buon costume. Personaggi che rappresentano il crocevia per la carriera di Clint, che dagli anni ottanta in poi decide di dare un taglio con il passato e diventare il cantore di nuove storie americane, assurgendo all'Olimpo dei migliori registi di tutti i tempi.


Non meno importanti sono i suoi personaggi successivi: il vecchio assassino pentito ne "Gli Spietati"; il monocorde ma umano sceriffo alla ricerca dell'evaso Kevin Costner in "Un mondo perfetto"; il fotografo di paesaggi ne "i Ponti di Madison County", dove eguaglia in bravura e tenerezza una splendida Meryl Streep dando vita ad una commedia romantica strappalacrime, ma mai melensa; il rude ma paterno allenatore di boxe in "Million Dollar Baby", al fianco della dolce Hilary Swank e del suo amico Morgan Freeman; ma soprattutto, Clint Eastwood ci regala il film che rappresenta una sorta di passaggio di testimone tra la vecchia America e la nuova multirazziale, "Gran Torino", un inno alla tolleranza e contro ogni pregiudizio razziale.


Di grande rilievo anche le sue monografie su Charlie Parker in "Bird", sul cecchino in Iraq in "American Sniper", su Chesley Sullenberg, il pilota eroe, in "Sully".


Come dimenticare poi i suoi lavori su personaggi storici, tra cui J. Edgar Hoover in "J. Edgar", e Mandela in "Invictus"; le sue opere drammatiche: capolavori come "Mystic River", dove dipinge una Boston decadente e preda della delinquenza; "Changeling", la storia di una madre che non smetterà mai di ricercare il figlio perduto, con Angelina Jolie in una delle sue prove più elegiache e appassionate; e infine gli ultimi due film, "The Mule", dove il nostro grande vecchio torna anche a recitare davanti alla telecamera dopo dieci anni, interpretando un anziano e ironico corriere del cartello messicano; e "Richard Jewell", il racconto di un agente della pubblica sicurezza che durante le Olimpiadi del 1996 ad Atlanta salvò molte persone da un attentato nel Parco del Centennale, salvo poi essere accusato di esserne stato il responsabile.


Tutto questo e molto altro è stato, finora, Clint Eastwood. E, a settembre la leggenda continua: siamo enormemente curiosi di riapprezzarlo sia dietro che davanti la macchina da presa nella sua ultima fatica, "Cry Macho" che, siamo sicuri, saprà nuovamente regalarci emozioni uniche e rare.

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