GATTACA (1997) di Andrew Niccol - La forza dell’imperfezione

Aggiornamento: 21 ott 2021



Gattaca - La porta dell'universo è un film del 1997, opera prima di Andrew Niccol (sceneggiatore l’anno successivo di “The Truman Show” e “The Terminal” nel 2004 e regista di un altro piccolo cult del 2002 “S1m0ne”, n.d.a.) ed interpretato da Ethan Hawke, Uma Thurman, Jude Law ed Alan Arkin.


In un non lontano futuro sarà possibile far nascere esseri umani provvisti di un corredo genetico selezionato dai genitori. Tramite questo processo si possono prevedere in anticipo le future condizioni fisiche e di salute dei nascituri, che vengono quindi artificialmente generati senza alcun tipo di imperfezione.


La società risulta, quindi, di fatto divisa in due categorie: i Validi, cioè esseri dal corredo genetico perfetto, destinati a ricoprire i ruoli più prestigiosi della comunità e i Non Validi, ovvero le persone nate coi loro genomi naturali, deputati a svolgere i lavori più umili e relegati ai margini della società civile. Per scelta dei suoi genitori, il protagonista Vincent viene concepito in modo naturale, senza alcun intervento della scienza.


Egli è dunque etichettato come non valido, ma userà tutto il suo talento, la sua intelligenza e la sua incrollabile forza d’animo per superare questa sua condizione di “svantaggio” e coronare il suo sogno, che, per la società è impossibile da realizzare per un individuo come lui: entrare a Gattaca, l'ente aerospaziale responsabile delle missioni interplanetarie, e partire per lo spazio in missione su Titano.

“Ci ho guadagnato di più io: non ti ho prestato che il mio corpo; tu mi hai prestato i tuoi sogni.”


Gattaca ci racconta la storia di un emarginato o meglio di un predestinato all’emarginazione in una società caratterizzata da una vera e propria strisciante lotta di classe: Vincent vive in un futuro in cui, tenuto conto del profilo genetico, la società è suddivisa in Validi – quelli il cui DNA è stato manipolato alla perfezione dagli scienziati prima della nascita – e Non Validi, quelli concepiti naturalmente, con tutti i potenziali difetti genetici che la pratica comporta. Laddove i primi hanno la possibilità di scelta dei lavori migliori, gli altri vengono ora relegati a compiti umili, come le pulizie degli uffici.


Nato Non Valido, Vincent è condannato a una vita miserabile sin dal primo giorno sulla Terra. Eppure, la sua passione per la scienza gli ha dato la determinazione per arrivare al successo, anche se ciò ha significato infrangere la legge per ottenere il lavoro dei suoi sogni alla Gattaca. Per riuscirci, egli assume l’identità genetica di un certo Jerome Morrow (Jude Law), un Valido rimasto paralizzato dopo un incidente d’auto.


Ogni giorno, prima del lavoro, Vincent deve quindi strofinare via il proprio DNA rivelatore dalla pelle e dai capelli sul suo corpo, per poi andare in ufficio con campioni di sangue, capelli e urina di Jerome. Nonostante i frequenti controlli da parte sia di macchinari appositi che di medici, il protagonista evita ingegnosamente esami accurati, riesce a farsi passare per il geneticamente perfetto Jerome – cui seppur vagamente somiglia – e sembra pronto a realizzare il suo sogno di diventare parte di un imminente viaggio su una delle lune di Saturno.


Tuttavia un omicidio avvenuto alla Gattaca attira l’attenzione di un sospettoso detective e Vincent è costantemente sul punto di essere scoperto … La sua determinazione è però incrollabile e lo porta letteralmente a toccare le stelle.


Ethan Hawke interpreta alla perfezione quello che è sostanzialmente un duplice ruolo: prima l’umile ed emarginato Vincent con il difetto cardiaco e occhiali da vista, poi il perfetto Jerome, ritenuto degno di sedere dietro a una delle scrivanie standardizzate della Gattaca.


In un mondo in cui tutti sono talmente sobri e perfetti da palesarsi quasi come freddi automi, Vincent è una vera e propria maschera di composta e ferrea disciplina, che si lascia sfuggire solo occasionali lampi di “involontaria” umanità, racchiudendo in sè le caratteristiche peculiari sia dei Validi che dei Non Validi.


A differenza del protagonista, il geneticamente incontaminato Jerome è un uomo che naviga nel malcontento e in una sorta di apatica angoscia, amareggiato e accanito bevitore. Inizialmente ostile nei confronti di Vincent, Jerome rivela, nel corso del film, una forte vulnerabilità e una sincera fragilità celate al di sotto della sua sfrontatezza e della sua disperata rabbia nei confronti della sfortuna che lo ha colpito, segnando in maniera irrimediabile il suo brillante destino… o almeno il destino che la società gli avrebbe imposto.


Realizzato in un momento in cui la ricerca genetica cominciava a fare passi da gigante, il film esplora cosa potrebbe accadere se la società aprisse le porte a una nuova forma di “selezione genetica”. Il risultato descritto da Niccol è una società manichea, composta da “ricchi” e da “poveri”, in cui un semplice esame del sangue può condannare un essere umano.


Oggi l’ingegneria genetica si avvale di DNA modificati ad hoc, vera e propria avanguardia nella lotta a malattie che solo fino a pochi anni fa erano ritenute irrimediabilmente incurabili. Niccol, tuttavia, si domanda quale sia il limite oltre il quale la scienza non dovrebbe andare, se sia lecito o meno scegliere aspetto e tratti caratteriali di esseri perfetti destinati a un futuro luminoso e se sia giusto – per l’effetto – relegare ai margini della società coloro i quali non hanno potuto fruire dei “vantaggi” dell’eugenetica.


Gattaca – La porta dell’universo riconosce, da un lato, i vantaggi della manipolazione genetica, ma, dall’altro lato, anche le sue implicazioni e conseguenze più oscure. Il bagaglio genetico ha senz’altro un ruolo importante nel nostro destino, ma la forza di volontà, il carattere, la disciplina, il coraggio e la instancabile determinazione non possono non avere un ruolo nel nostro futuro, tutto da scoprire e da costruire.


La principale differenza tra il non valido protagonista e tutti i geneticamente perfetti, infatti, è che le imperfezioni di Vincent gli hanno donato un’innata testardaggine e una determinazione ad avere successo a prescindere dal costo da pagare, spingendolo a riscrivere, e di suo pugno, il proprio futuro, mostrando la sua “validità” ad una società che voleva relegarlo ai margini.


Dal punto di vista narrativo, il futuro immaginato da Andrew Niccol è caratterizzato da un’atmosfera quasi retrò che dona al film una dimensione atemporale, rendendolo un’opera molto affascinante e particolare.


Un vero e proprio inno all’autoaffermazione, all’unicità e alla forza dello spirito umano, all’imperfezione e contro qualsiasi forma di discriminazione. Un film dedicato ai sognatori che guardano e puntano alle stelle, consapevoli di ciò che potrebbero lasciarsi indietro, ma consci di essere pronti ad andare oltre i propri limiti e che, mal che vada, casa sarà sempre pronta ad accoglierli.


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