KRAMPUS (2015) - di Michael Dougherty

Un imperdibile, crudo e dissacrante classico natalizio dei nostri giorni



TRAMA: E’ il 24 Dicembre e la famiglia del piccolo Max al gran completo si riunisce per il solito interminabile pranzo natalizio… pranzo che ben presto dà sfogo a dissidi e rancori personali mai davvero sopiti.


In preda ad un attacco d’ira causato dalle cugine che lo scherniscono in quanto crede ancora in Babbo Natale, Max straccia una lettera che aveva scritto (nella quale chiedeva ed augurava del bene per i suoi cari e per chi ne avesse bisogno) ed esterna tutta la sua insoddisfazione.


Gesto che però provoca l'arrivo del Krampus [creatura leggendaria legata al folklore teutonico, indicata come il doppio oscuro di Santa Claus] che, dopo aver causato una tormenta di neve ed un blackout che mette in subbuglio l'intera cittadina, prenderà di mira insieme ai suoi crudeli "aiutanti" l’allegra famigliola. Sia fuori che dentro nessuno è al sicuro.

ANALISI TECNICA: Fra i vari personaggi a spiccare vi sono il volenteroso e comprensivo papà Tom (interpretato da Adam Scott), la mamma Sarah (Toni Collette, forse la più brava di tutto il cast) che col solo sguardo riesce a trasmettere un certo nervosismo (in quanto il suo desiderio sarebbe quello di passare un Natale tranquillo solamente lei col marito e i due figli), lo zione Howard (David Koechner) “tipico repubblicano” che fa l’allenatore, tutto birra/sport/armi che vuol ostentare autorità a tutti i costi (volutamente odioso ma simpatico) e la di lui moglie Linda (Allison Tolman), ben più moderata ma succube a tutto e tutti.

Alla sua 2^ prova d’autore completo (dopo aver scritto “X-Men 2” per Bryan Singer e prima di “Godzilla: King of Monsters” del 2019) Michael Dougherty dirige con mano sicura ed affilata, dimostrando un perfetto equilibrio tra l’anima più divertita e quella più seria/ammonitiva del racconto in un crogiolo di ritmo e tensione crescenti che esplodono in tutta la loro potenza con l’ultimo atto prima della conclusione vera e propria.


Dougherty tratta il cast umano e quello sovrannaturale (senza risparmiar nessuno, bambini inclusi) con la stessa vivacità con cui un ragazzino giocherebbe con i propri soldatini o con un puzzle. E non si lascia sfuggire neppure una gustosa sequenza animata in stop-motion ambientata nel passato della nonna e del suo 1° incontro con la mefistofelica ed inesorabile creatura che dà il nome al film.

A venire incontro all’eccellente regia vi sono la fotografia (abilissima nel tratteggiare i colori più caldi e quelli più glaciali della storia in svolgimento, come i toni stessi della narrazione) e un comparto effettistico [WETA Digital & Workshop] sia artigianale sia digitale che si rivela estremamente efficace sia per i fetentissimi aiutanti del Krampus (tra letali cartooneschi omini-biscotto e grotteschi balocchi raccapriccianti che non si fermano manco se l’impali o gli dai fuoco) sia per lo stesso, che già viene mostrato a tratti dopo meno di mezz’ora che il film è cominciato e poi lo vediamo interamente nel suo carisma inquietante nell’ultimo atto.


Per quanto limitato sia il suo spazio in tutto l'arco narrativo, la sua presenza riecheggia e pervade l’intero svolgimento dell’opera.

Efficienti poi le musiche orchestrali (e corali) di Douglas Pipes che ripercorrono sonorità spensierate tipiche dell’atmosfera natalizia e dei film per famiglie, iniettandovi una dose di orrore strisciante e di crescente inquietudine che s’insinua e si fortifica sempre più.

CONSIDERAZIONI GENERALI: un godurioso e lucidamente crudele Horror-Comedy Natalizio che guarda al caro vecchio Joe Dante (cineasta a cui dobbiamo cult quali il dittico di “Gremlins”, “Small Soldiers”, “Looney Tunes Back in Action”, “The Hole 3D” e “Salto nel Buio”) e agli anni 80 con cui Michael Dougherty (come già precedentemente fatto nel suo esordio halloweenesco “Trick’r’Treat”) riversa il suo sdegno e la sua critica verso il consumismo sfrenato, l’ipocrisia, il buonismo e la perdita dei veri significati e moralità dietro una festa tanto importante ed attesa.


Un disagio che si può avvincere già con i primissimi minuti della pellicola: tra svariati centri commerciali, assistiamo alle guerriglie causate dalla smania dello shopping ossessivo-compulsivo che porta la gente a scannarsi per comprare regali su regali, andando ad ingrassare il consumismo che sembra ormai farla da padrone nella Nostra quotidianità, specie sotto qualche festività (peccato solo che tale concetto non venga amplificato ed approfondito anche in tutto il resto della vicenda).


Tutto ciò viene miscelato in un'insieme irresistibile che diverte, intrattiene ed inquieta in egual misura; aggiungiamo poi un po’ di dinamiche famigliari problematiche (oltre allo sviluppo di alcuni personaggi) ed elementi folkloristici riletti in chiave Dark-Fantasy; mettiamo a cuocere e poi raffreddiamo, condiamolo con una sana dose di cattiveria ed un finale sorprendente, e il gioco è fatto. Un Instant Cult per il mese di Dicembre, prendetene e godetene tutti.

Insomma Buona viglia e Buone Feste, fate i bravi; fate i cattivi; vogliatevi bene e mandatevi a quel paese se proprio non vi sopportate; fate del bene a chi non ne ha se potete; siate brutalmente sinceri senza offendere, travisare, annoiare o urtare nessuno; se dovete consumare fatelo nelle giuste dosi; festeggiate senza troppi ostenti… ma soprattutto Non Fate Tanto gli Stronzi o le conseguenze potrebbero essere devastanti.

VOTO: 7/8

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