MEN - (2022) di Alex Garland [A24]

Relazioni Tossiche, Patriarcato e il Peccato Originale


La TRAMA E’ SEMPLICE: in seguito al suicidio del proprio consorte in risposta all’istanza di divorzio, la giovane Harper lascia l’ambiente metropolitano di Londra e affitta una casa in campagna per ritrovare ritrovare un po di pace, seppellire i sensi di colpa, capire come voltar pagina e andare avanti. Peccato che tra i boschi qualcosa/qualcuno inizia a perseguitarla e persino alcuni abitanti della zona stranamente somiglianti fra loro comincino a manifestare atteggiamenti ambigui nei suoi confronti.


ANALISI & CONSIDERAZIONI: dopo essersi affermato come una delle voci letterarie più rappresentative della Generazione X, aver collaborato 3 volte col regista Danny Boyle, aver rilanciato il Giudice Dredd della 2000A.D. <dirigendo il 90% della pellicola senza farlo inizialmente sapere in giro e senza volersi prendere meriti> e cimentandosi successivamente come autore completo rivelandosi uno dei cineasti di fantascienza più interessanti e talentuosi della sua generazione, Alex Garland decide di cimentarsi con l’orrore puro dalle pennellate folkloristiche e New Weird, affrontando temi spinosi come il patriarcato, l’emancipazione femminile, la misoginia e le relazioni tossiche.


In pieno clima di MeToo, post-verità, contraffazioni e strumentalizzazioni.


A giocare un ruolo fondamentale sono le innumerevoli chiavi di lettura ed interpretazioni di cui la pellicola si fa portatrice: dalle prospettive e i punti di vista che cambiano in base a come le persone vivono determinate esperienze ed avvenimenti; di legami e rapporti dilaniati dalle menzogne e la superficialità alle quali la società e i tempi che viviamo ci hanno abituati. Tempi dove si fa presto a scadere nella violenza psicologica, nei ricatti e nelle minacce di ripercussioni, dove alla fine minacciare o agire in maniera estrema o spropositata sono considerati quasi come un’ultima speranza vanamente risolutiva.


Così come la complessità di un’intero spettro emotivo che varia di persona in persona e di come queste emozioni possano venir manipolate dalle circostanze o da altri soggetti <temi ricorrenti nella bibliografia e nella filmografia del nostro>.


Come anche i richiami all’immaginario folkloristico ancestrale irlandese, al potere creatore e distruttore della natura, al paganesimo e al peccato originale di matrice biblica da cui si sono generati i primi germi del patriarcato e della misoginia. Dove i luoghi nei quali si muove la protagonista sono quasi una manifestazione fisica dei meandri della sua mente e dei turbamenti ai quali cerca di venire a capo.


Di suo Garland gira con un’agilità, una ricercatezza ed una consapevolezza impressionanti, usando dilatazioni esplorative che non appesantiscono e raggiunge i suoi picchi nei momenti più surreali, tesi e spiazzanti (arrivando a citare persino i lavori di Yuzna & Gordon verso il finale). Venendo valorizzato da una fotografia sensibile alle variazioni tonali e che meglio risalta la preponderanza della componente naturalistica.


Ad arricchire il tutto: la colonna sonora ora fiabesca ora profondamente angosciante firmata da Geoff Barrow & Ben Salisbury che avvolge e travolge i sensi, fondendosi con le immagini come un’entità addizionale ma incorporea.


Un plauso finale, ma non meno importante, vanno sicuramente alle performance dell’inquieta e tormentata protagonista di Jessie Buckley con i suoi dubbi, i suoi rimpianti ed ansie strozzati dai contesti e dalle persone che la circondano ad un camaleontico ed inquietantissimo Rory Kinnear che incarna tutti i personaggi maschili della vicenda (a parte il marito della nostra, interpretato da Paapa Essiedu). Entrambi presenze dalla forza lirica e teatrale.


In conclusione, malgrado qualche sbavatura e la molta carne al fuoco messa sulla brace, Garland sforna un altro filmone unico, destabilizzante e sorprendente che ha molto da comunicare e molto su cui riflettere. Ulteriore comprova dello stato di grazia di quest’anno delle produzioni sotto l’egida benedetta della A24.

VOTO: 7/8


#AlexGarland #A24 #BodyHorror #FolkHorror #NewWeird #JessieBuckley #RoryKinnear


8 visualizzazioni0 commenti