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REDLINE - (2009) di Takeshi Koike

READY? STEADY? GO!! 🚥


TRAMA: in un futuro non ben precisato, dove i mezzi di trasporto sono ormai tutti anti-gravitazionali e nelle società convivono una vastità di razze ed etnie (sia umane che non), le vetture a ruote vengono applicate per delle gare automobilistiche sempre più estreme, sofisticate e senza esclusioni di colpi.


La più importante e prestigiosa fra tutte è la REDLINE che si svolge una sola volta ogni 5 anni, presso tragitti sempre diversi che vengono rivelati quasi all’ultimo minuto. Per accedervi bisogna giungere ad una buona posizione sul podio della YellowLine.


Il nostro tamarrissimo quanto motivato protagonista è JP (dal look Post-Punk e il ciuffone alla Elvis), beniamino del pubblico nonché fra i pochi esseri umani a partecipare alle gare, in grado uscire sempre a testa alta da qualsiasi situazione (anche quando sbaglia o quando è vittima di terribili incidenti) e contrariamente agli altri concorrenti, il suo veicolo non è equipaggiato con armi [benché il regolamento lo conceda] proprio per potersi concentrare solo e soltanto sulla velocità.


Il suo cammino e la sua scalata al 1°posto nella RedLine, fra varie peripezie, regolamenti di conti, tanti guai, piloti che non ne vogliono sapere di perdere e conflitti con entità bio-meccaniche che non ammettono le corse sul proprio pianeta, s’incrocerà a quello di Sonoshee McLaren <cognome ch’è tutto un programma>, figlia d’un meccanico ed in possesso d’un potente minerale combustibile.


ANALISI TECNICA + CONSIDERAZIONI: dopo 7 anni di lunga gestazione, la MadHouse e il regista Koike mettono in scena un’opera incredibile sia per come è narrata che per come è messa in scena.


Dove l’adrenalina e la velocità non sono solo quelle che si vedono sui circuiti, in quanto non vi sono né momenti di pausa o di stanca (anche quando sopraggiungono gli attimi di quiete) né dialoghi che risultino a vuoto o a sproposito.


Questo film È Ritmo e Anarchia che straripano di colori (acidi e sparati) e dinamismo in ogni singolo frame. NIENTE CGI, solo sana ed iper-cinetica animazione 2D, che ad ogni cambio di scena si fa sempre più esagerata, sempre più frenetica e sempre più lisergica.


Il soggetto di base è semplicissimo ma per come viene inscenato ed imbastito risulta vincente, merito anche dall’avanguardismo stiloso di Koike e dalla sua visione “mutante” che ibrida ed assimila un po tutto deflagrando libero a più riprese (senza lesinare sulle stranezze, le deformazioni e contorsioni grafice e sulle scene esplicite).


Ottimo e vario anche il character-design di tutti i personaggi.


E non si fa mancare anche qualche frecciatina sociale: sulla mafia, la corruzione e i vari magna-magna insediati nel mondo delle corse; sul degrado e il consumismo; e l’ottusità di certi fondamentalismi che da una parte reprimono e non si fanno problemi a violare trattati e dall'altra sviluppano armamenti segreti altamente distruttivi (in questo caso anche armi biologiche senzienti ma instabili).


Lo stesso JP è il collante perfetto tra le anime più divertenti e quelle più serie della storia, nel suo essere casinista e col suo background da outsider è irresistibile. Adorabile poi Sonoshee, procace e graziosa MA TOSTA. La determinazione ed abnegazione di entrambi è il carburante che tutto muove. La love-story che si viene a creare è abbastanza palese però non stona né dispiace.


Le musiche elettroniche di James Shimoji, poi, gasano gli spettatori rendendoli sempre più partecipi.


In conclusione, "RedLine" è un piccolo capolavoro visionario imperdibile che crea assuefazione.

VOTO: 8.5


#TakeshiKoike #BioPunk #CyberPunk #Racingmovies #AnimeManga #MadHouse #SpaceOpera


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