Retrospettiva su "BUCKAROO BANZAI" - (1984) di W.D. Richter

I deliri, di quelli belli.


Prima di scrivere "Grosso Guaio a Chinatown" di John Carpenter e dopo aver collaborato con nomi illustri quali Bogdanovich, Philip Kaufman e Peter Hyams, ci fu un tempo in cui lo sceneggiatore (e regista occasionale) W.D. Richter scelse di realizzare, d'autore completo, un portentoso centrifugato che mescolava tutta quella che era stata la cultura Pop fino a quel momento.


E così furono "Le Avventure di Buckaroo Banzai nella Quarta Dimensione".


Un titolo tanto assurdo quanto i personaggi ivi presenti e la poliedrica figura dell'omonimo protagonista: fisico, neuro-chirurgo, pilota collaudatore, musicista e fautore della giustizia multidimensionale <e mi sà tanto pure sciampista>.


Un'opera allegramente sopra le righe che centrifuga e mette in gioco una miriade di generi [dalla Commedia al Pulp, dalla Fantascienza al Musical e all'Action spionistico-avventuroso] in completa libertà e senza volersi prendere mai sul serio, girato con mestiere, con degli effetti speciali di buona fattura per quanto volutamente retrò e che strizza l'occhio al post-modernismo e a un po tutta la cultura Pop.


E a dar vita (per quanto volutamenti bidimensionale) a dei personaggi tanto caricaturali troviamo un buffo Peter Weller non ancora Robocop/non ancora protagonista del Pasto Nudo/non ancora regista televisivo; un sempre grande John Lithgow a fare da villain sopra le righe <in originale alcune esclamazioni le fa addirittura in italiano>; una splendida Ellen Barkin; degli allora giovani Jeff Goldblum <vestito da cowboy>, Christopher Lloyd ed un Clancy Brown non ancora Kurgan in "Highlander".


Tra scienziati pazzi, scorribande in altre dimensioni; alieni sia ostili che amichevoli (alcuni pure con i rasta...MA non erano i Predator); passionali esibizioni nei pub; richiami agli scontri diplomatici tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica; corse ed inseguimenti con mezzi di grossa cilindrata e pure una parodia del noto scherzo radiofonico fatto da Orson Wells con "La Guerra dei Mondi", dove stavolta il Nostro fu realmente testimone di un'invasione aliena ma ritrattò in quanto ipnotizzato e plagiato da questi.


Una sorta di sgargiante ed evasivo cine-fumetto senza alcun fumetto alla base, che malgrado un'accoglienza tiepida e un risultato al box-office tutt'altro che entusiasmante divenne un cult pluri-generazionale, recuperò grazie al merchandising, alla fruizione televisiva e nel mercato home-video e diede vita persino ad un fumetto ad esso dedicato. Inoltre contribuì ad ispirare Robert Zemeckis per il design e le funzioni della DeLorean in "Ritorno al Futuro" e le collaborazioni con l'attore Christopher Lloyd; venne citato in "Ready Player One" e non è da escludere che gente come David Sandberg e Taika Waititi l'abbiano preso a modello per realizzare i rispettivi "Kung Fury" e "Thor Ragnarok".

Da riscoprire!


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