STRANGE DAYS - (1995) di Kathryn Bigelow

Paranoia, Caos e Distopie in vista del Nuovo Anno che verrà


La storia è ambientata in un 1999 distopico e sporco ormai prossimo al 2000. La città è sempre più un rigido stato di polizia dove gli abitanti più poveri e/o provenienti da contesti multi-etnici, o cercano di campare nel modo più onesto possibile o danno il via a piccoli furti e atti di ribellione che finiscono spesso col degenerare in veri e propri atti di guerriglia urbana.

Il recente omicidio del poplare rapper Jeriko One (vera e propria figura sovversiva di spicco della comunità afroamericana), non fa che aggravare la situazione.


In mezzo a questa situazione disastrata, il passatempo preferito delle classi più benestanti come di quelle più povere è l'uso di clip e playback virtuali presi dalla vita quotidiana altrui, registrate mediante impianti cerebrali d'origine investigativa applicati ai soggetti scelti per compiere determinate azioni in modo che lo spettatore provi/veda/ascolti/viva tali situazioni. Il miglior tramite tra la clientela e gli autori dei tali video è il protagonista Lenny Nero, un tempo detective ed ora "raffinato spacciatore con una coscenza".


Egli trascorre la propria routine tra l'accontentare i "clienti" più esigenti, una bevuta col vecchio compagno d'armi Max (caduto in disgrazia pure lui), qualche chiacchierata e scambio di favori reciproco con l'amica tassista Mace e una volta tornato a casa visualizza con nostalgia le clip e playback dei bei giorni nei quali stava insieme alla sedicente cantautrice Faith (della quale è ancora innamorato e costantemente respinto).

Il precario equilibrio della situazione è aggravato dalla scoperta e possesso da parte di Lenny d'un "blackjack" [clip che mostra una morte in diretta e dalla quale il nostro si guarda bene di non vendere e trattare] dell'unica testimone dell'omicidio di Jeriko One, a sua volta scoperta, violentata ed uccisa da un misterioso e sadico assassino che non vuole che venga divulgata la verità.


Ciò porterà Lenny e Mace a scavare a fondo la verità tra forze della polizia violente e senza scrupoli e i raggiri del produttore dello stesso Jeriko One e attualmente fidanzato di Faith, mentre la situazione per le strade è sempre più una bomba pronta ad esplodere. Ogni secondo ed ogni indizio potrebbero essere importanti per migliorare (anche se di poco) le cose o degnerarle.


{Cast, Regia, Tecnici}

Nel ruolo del protagonista troviamo un allora giovane e sempre più affermato Ralph Fiennes in una delle sue migliori interpretazioni: dando vita ad un personaggio brillante e dalla parlantina straordinaria.


Persuasivo, carismatico e con fiuto per gli affari (d'altronde la sua professione sta nel conoscere esattamente ciò che la gente vuole e come farglielo avere) ma anche piacevolmente "sfigato", in quanto se può evita lo scontro risolvendo le cose a parole ed è lui stesso dipendente delle clip e playback che spaccia. O meglio, quelle riguardanti la sua passata relazione con Faith (anche per una promessa fattale un tempo), ma nonostante tutto ha una forte coscienza etica ed è molto legato all'amicizia (e forse qualcosa di più) verso Mace. Molti potrebbero considerarlo un perdente ma lui se ne frega e trova sempre un modo per tirare avanti e venir fuori da certe situazioni.


Troviamo poi la brava Angela Bassett sulla tostissima Mace: la "Donna d'azione" della situazione. Determinatissima, decisa, sincera e talvolta funge persino da grillo parlante del protagonista per proteggerlo anche da sé stesso. Seppur sotto tutta questa tempra guerriera e difensiva nasconde un lato sensibile e protettivo, non esita ad aiutare chi ha più bisogno e ci tiene a far trionfare la giustizia e meritocrazia.


È molto legata a Lenny (in quanto in passato fu di gran sostegno a lei ed al figlio nei momenti più difficili) e n'è segretamente innamorata (ed infine persino ricambiata).


Nel ruolo di Max, (unico amico e confidente rimasto al protagonista in questa gabbia di matti) c'è il voluminoso Tom Sizemore, ottimo ad incarnare questo scaltro personaggio che ne sa sempre più una più del diavolo, fino al colpo di scena culminante che ci porterà nel vivo della resa dei conti finale.


Nei panni dissoluti della sempre più musicalmente affermata Faith, troviamo la seducente cantante/attrice Juliette Lewis, perfettamente a suo agio nei panni duri, agressivi ma insospettabilmente autodistruttivi e tormentati dell'ex-fiamma del protagonista. Come nei precedenti "Natural Born Killers" e "Dal Tramonto all'Alba", Juliette non esita a mettere anima&corpo (in tutti i sensi) nei propri personaggi interpretati.


Troviamo persino uno straordinariamente perfido Michael Wincott [reduce dal successo meritatissimo de "Il Corvo"] splendidamente calato nel ruolo del tirannico produttore Phil Gant (ex-produttore/amico del sovversivo Jeriko One ed ex-cliente di Lenny ora persino suo rivale in amore per Faith): maniaco del controllo a livelli paranoici; morbosamente possessivo verso ciò che gli appartiene (siano persone che cose) ed ambiguo (non si capisce mai se da un momento al altro gli si possa stare simpatici o minacci di stargli lontano). Sarebbe l’antagonista perfetto se non fosse che in realtà non è davvero lui il burattinaio che muove i fili della vicenda.


Nei panni dei due agenti corrotti e senza scrupoli che in più occasioni cercheranno d'impedire che la verità venga a galla troviamo William Fichtner e Vincent D'Onofrio, volti e corpi perfetti per tali diaboliche mansioni.


La regia della Bigelow (supportata dalla sceneggiatura del geniale ex-marito James Cameron) è precisa, agile e adrenalinica (anche nelle scene dove viene simulata la prospettiva in prima persona). Non concede momenti di stanca sia tra sprazzi d'anarchica e nichilistica routine e sequenze d'azione al cardiopalma.


La fotografia, le scenografie e i pochi effetti speciali rendono bene il senso di coinvolgimento che le scene e la sporcizia dell'ambientazione metropolitana vogliono scatenare negli spettatori, tanto da volerli far irrompere dentro lo schermo durante le scene di guerriglia.


Mentre le musiche di stampo elettronico/industrial/semi-orchestrali di Graeme Revell (veterano delle pellicole d'azione) sono dannatamente efficaci per contesto e nella soundtrack possiamo trovarvi il contributo pezzi di artisti quali gli allora già fenomenali Skunk Anansie; l'instancabile slfiere del Trip-Hop, Tricky e il combo alternative metal/industrial Prong che ripropongono il classico dei Doors che dà il nome al film (con la presenza dello storico tastierista Ray Manzarek a benedire il tutto). E c'è persino il duo elettronico francese Deep Forest con 2 pezzi (in uno dei quali duettano con Peter Gabriel).


Di buona fattura anche il doppiaggio ed l’adattamento italiano curato dal fu Tonino Accolla, che a sua volta riveste brillantemente i panni del protagonista, Alessandra "Xena" Cassioli e Laura Boccanera sono semplicemente perfette nei rispettivi panni di Mace e Faith e c'è persino un grandissimo Massimo Corvo su Max.


{Conclusioni}

"Strange Days" è un affascinante prodotto d'azione PeNsante nella quale vengono abilmente centrifugati temi quali l'abuso di potere; il razzismo; paranoie millenariste <<non conta se si è o meno paranoici ma quanto lo si è>>; giustizia e meritocrazia ad ogni costo e persino la speranza d'un domani migliore.


Ancora a distanza di anni la sua carica famelica e sovversiva. Merito dell'alchimia appassionate tra gli interpreti e le loro sotto-trame, di una cornice musicale-sonora che fornisce le giuste atmosfere e vibrazioni e una messa in scena in stato di grazia.


E nonostante la situazione apparentemente pessimistica della storia, c'è spazio anche per i sentimenti. Tant'è che il tutto si concluderà in maniera inaspettamente ottimistica e rinfrancante sotto una pioggia di coriandoli che gettano un bagliore di luce nella cupezza profusa sino ad allora.


Ad oggi forse il miglior film della Bigelow, la miglior regista donna ancora in circolazione.

VOTO: 8.5


#KathrynBigelow #RalphFienness #JulietteLewis #AngelaBassett #TomSizemore

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